08/04/2003 - Altri articoli dello stesso autore Romolo Limortacci
La Seconda Guerra Mondiale
La Redazione de Il Superficiale è orgogliosa di poter contare sulle lezioni dell'emerito professore Romolo Limortacci, docente di Storia antica, moderna, contemporanea e futura presso l'Università del Pesce Fritto di Roma.
Laureatosi nel 1967 in Odontoiatria, dopo il fondamentale incontro a Cernobbio con Gianduia Balengo, comprese di aver sbagliato strada nella sua vita: 'ahò, me so' rotto er cazzo de denti de 'sti coioni, mò vado e me 'nsegno storia'. Queste le parole con cui prese la decisione più importante della sua esistenza.
Nel 1976 l'Emerito truffò diversi anziani con la promessa che se intestavano a suo nome un assegno di 15 milioni di lire, egli avrebbe donato loro la capacità di passare attraverso i muri; con la cifra accumulata comprò una cattedra nel negozio 'Da Oronzo di tutto e di più, altro che bbblob' dell'amico Oronzo Citrullo e la portò all'università il Pesce Fritto di Roma, insediandosi nella terza stanza del secondo piano e cominciando a insegnare storia a chi passava da quelle parti.

Pubblicò diverse illustri opere come 'Bruto sei proprio brutto!', 'La guerra dei trentenni: un'interpretazione' e 'Non ci sono più le rivoluzioni di una volta', quest'ultimo best-seller in tutta la Liguria.

Ora, grazie alla mediazione di Balengo, Noi del Superficiale possiamo contare sull'autorevole pensiero dell'Emerito prof. Limortacci. Con la promessa che nei prossimi numeri vi racconteremo altri episodi della sua vita, lasciamo a lui la parola e cominci la prima lezione.

1° LEZIONE

LA SECONDA GUERRA MONDIALE

La seconda guerra mondiale viene dopo la prima, se no non si chiamerebbe seconda. Se ce ne sarà una terza si chiamerà terza guerra mondiale.

Si chiama guerra perché non fu un atto di pace, né uno scambio di frizzanti effusioni d'amore ma perché uno sparava contro l'altro. E c'erano pure i carri armati!!

Si chiama mondiale perché quelli che si sparavano non erano gli abitanti di Tor Vergata contro quelli di Campo de' fiori, ma c'erano i giapponesi, gli americani, i tedeschi, gli italiani, i francesi e tanti altri bei popoli, tutti insieme. Un incredibile arcobaleno di razze tutte unite a giocare alla guerra.

C'erano i morti ma c'erano anche i vivi e perfino i feriti.

Sicuramente c'erano due schieramenti, uno contro l'altro, perché se erano uno con l'altro non era una guerra. Probabilmente avranno fatto le squadre prima e poi tutti a conquistare territori, a prendere prigionieri: quanto vorrei regalare un prigioniero a mio figlio, che non sa mai con chi giocare…

C'erano le ambulanze con le loro dolci sirene, tanto cibo se no morivano tutti e anche l'acqua, se no cosa bevevano. Forse non c'era la Coca Cola…

Comunque ci sono stati dei vincitori e dei perdenti, come canta, credo, Vasco Rossi: l'importante è che siano tutti contenti, anche perché bisogna essere tristi?

Non mi ricordo chi vinse il campionato di calcio italiano negli anni della Seconda Guerra Mondiale, sicuramente qualcuno che era bravo.

Durante la Seconda Guerra Mondiale non si poteva vedere la televisione, però si giocava a carte. Non c'erano ancora i Metallica né Laura Pausini. C'erano già le città ma non c'era Mc Donalds dove i miei figli vanno tutti i giorni. Non c'era nemmeno il computer con cui ora sto scrivendo. Però c'era la radio…ah, che bei tempi!!! Evviva la storia e le sue avventure!!!

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Lo zombie della porta accanto
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Rassegna stampa: quello che avreste potuto leggere sul Superficiale e invece è successo davvero
Aggiornata all'11 ottobre 2011



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