05/02/2003 - Altri articoli dello stesso autore Alberto G. Barullo
FSC - Capitolo 06
In questo numero, il sesto capitolo di "Fatica Sudore e Cazzo", altrimenti conosciuto come "Il Romanzo d'Appendice per l'Uomo Mediocre", anche noto come "L'Unico Romanzo che Contiene la Parola Cazzo Solo nel Titolo", talvolta citato come "Ruggiti d'Amore".

Capitolo sesto, dicevamo, "Nel quale si descrive la soggiogazione castello che fu di Stradivario e si contesta la prassi retorica della ripetizione".
Correva una bella serva per l'aia ed allo stalliere Enzo parve di averne a basta di mansire le bestie: 'Un Signore vale l'altro!'

In men di un attimo i due sono nel fienile che se la spassano fra gridolini e sghignazzi.

Dalla riserva di caccia il vecchio Barone di Bombarda nello stesso istante levava l'occhio buono al cielo e pensava ad alta voce: 'Cristo, i corvi mi fanno scappare le bestie!'.

Al suo fianco v'era Don Euclideo Lullo, un tomista di ferro vagabondo in visita occasionale: 'Curioso, se l'udito non m'incanta non son questi corvi, ma ruggiti d'amore!'

Tornati dalla magra caccia, i due banchettano in abbondanza. Il Barone di Bombarda ha tuttavia un cruccio di rabbia: 'Un ruggito d'amore fa primavera! Diavolo d'un Narratore, s'è già fatto un anno in questo maniero e questa vicenda procede per vie circolari: la si rimetta a sestante!'.

Al calar del sole un Barone adirato, un tomista vagabondo ed alcune temibili macchine strazzaculo si allontanano con tutta calma da un castello che fu di Stradivario, attraverso la strada maestra di un bosco.

Indice del NumeroIndice del Numero

Lo zombie della porta accanto
Clicca sulla locandina per vederla ingrandita


Rassegna stampa: quello che avreste potuto leggere sul Superficiale e invece è successo davvero
Aggiornata all'11 ottobre 2011



Twitter Updates

    follow me on Twitter






    È necessario Adobe Flash Player per visualizzare questo contenuto